Notizie  27 Luglio, 2026

DPI nel DVR 2026: indumenti da lavoro e nuove regole

DPI nel DVR 2026: indumenti da lavoro e nuove regole

Dal 2026, un indumento da lavoro può diventare un Dispositivo di Protezione Individuale. Non è un'interpretazione dottrinale: è un obbligo normativo preciso, scritto nel D.L. n. 159/2025 convertito dalla Legge n. 198/2025 e chiarito dalla Circolare INL n. 1 del 23 febbraio 2026. Chi non aggiorna il DVR in questo senso rischia la contestazione ispettiva.

La novità riguarda tutte le aziende, in tutti i settori. Non solo cantieri e industria pesante. Se in azienda esistono indumenti che svolgono una funzione protettiva, il DVR deve dirlo esplicitamente — e deve farlo ora.

Cosa cambia con il D.L. 159/2025 e la Circolare INL 1/2026

Il nuovo art. 77, comma 4, lett. a) del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro «mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni d'igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie»; tale obbligo si applica anche per specifici indumenti di lavoro che assumono la caratteristica di DPI, previa loro individuazione attraverso la valutazione dei rischi.

Durante gli accertamenti ispettivi, gli ispettori dell'INL «provvederanno a verificare che il datore di lavoro, nell'ambito del DVR, abbia identificato quali siano gli indumenti di lavoro che assumono la caratteristica di DPI». Non è più sufficiente consegnare il capo al lavoratore e tacere.

La Circolare 1/2026 chiarisce un punto spesso fonte di equivoci: non ogni divisa aziendale è un DPI, ma può diventarlo se la valutazione dei rischi lo richiede. Il discrimine è funzionale, non estetico.

Quali indumenti diventano DPI: i criteri concreti

Ai sensi del D.Lgs. 81/2008, è il DVR a stabilire se un indumento possieda una funzione protettiva. Accade, ad esempio, quando protegge dal calore o dalle fiamme, garantisce alta visibilità, resiste a tagli o abrasioni e riduce l'esposizione ad agenti chimici o biologici.

Non dovranno ritenersi DPI i soli capi di abbigliamento che hanno funzione di «identificazione aziendale», decoro, senza rivestire alcun ruolo di protezione come identificato nel DVR. Tutto il resto va valutato caso per caso.

La giurisprudenza ha consolidato l'orientamento secondo cui anche la divisa che protegge il lavoratore dal contatto con sostanze imbrattanti, potenzialmente nocive o portatrici di agenti patogeni, deve essere considerata un DPI. Il perimetro è quindi più ampio di quanto molte aziende immaginino.

Per approfondire il contesto normativo della valutazione dei rischi nel 2026, può essere utile leggere la guida su stress lavoro-correlato e controlli INAIL nel 2026, che affronta le stesse logiche di aggiornamento del DVR per rischi spesso sottovalutati.

Cosa deve scrivere il datore di lavoro nel DVR per non rischiare

Per i DPI, il datore di lavoro deve ora individuare nel DVR anche gli indumenti specifici, garantendone igiene e manutenzione costante. Non basta una voce generica: occorre una sezione dedicata con riferimenti precisi alle mansioni e ai rischi coperti.

Non basta indicare il capo: il DVR deve specificare se l'indumento ha caratteristiche protettive, come tessuti ignifughi, alta visibilità o resistenza ai tagli. Per il datore di lavoro questa classificazione comporta obblighi precisi: manutenzione regolare, sostituzione immediata in caso di usura, verifica del corretto utilizzo da parte del lavoratore e conservazione della documentazione tecnica.

Quando un indumento viene classificato come DPI, non è più un semplice capo di abbigliamento, ma uno strumento di sicurezza soggetto a regole stringenti. Il datore di lavoro è tenuto a garantirne efficienza, manutenzione, sostituzione e conformità tecnica.

Tenere un registro con le consegne firmate è considerato buona prassi indispensabile: dimostra l'avvenuta consegna, supporta la gestione delle sostituzioni e tutela l'azienda in caso di controlli o contenziosi.

Chi gestisce un MOG o sta valutando di adottarne uno, può trovare indicazioni utili nell'articolo su MOG semplificato per PMI e scadenza INAIL 2026. Anche la corretta classificazione dei DPI nel DVR incide sull'idoneità del modello organizzativo. Allo stesso modo, chi ha neoassunti da gestire troverà indicazioni pratiche nell'articolo sulla formazione sicurezza neoassunti e l'addio ai 60 giorni: anche l'uso corretto dei DPI — compresi gli indumenti classificati tali — deve essere incluso nella formazione immediata.

FAQ — Domande pratiche su indumenti e DPI nel DVR 2026

La tuta da lavoro di un operaio metalmeccanico è sempre un DPI?
Non automaticamente. Lo diventa se il DVR identifica rischi specifici che quella tuta contribuisce a ridurre — come schizzi di metallo, abrasioni o contatto con oli industriali. Se il DVR non lo dice, non è DPI ai fini normativi.

Anche le giacche ad alta visibilità degli addetti alla logistica sono DPI?
Sì. Anche i gilet o giacche ad alta visibilità, se svolgono una funzione protettiva, devono essere classificati come DPI e inseriti nel DVR con relativa valutazione dei rischi.

Chi è responsabile della manutenzione e del lavaggio degli indumenti-DPI?
Non basta fornire i DPI: il datore di lavoro deve garantire condizioni di igiene tramite manutenzione, riparazione e sostituzione secondo le indicazioni del fabbricante. Il costo non può essere trasferito al lavoratore.

Se il lavoratore non indossa l'indumento classificato come DPI, chi risponde?
Il lavoratore è obbligato a utilizzarlo correttamente, poiché l'uso improprio di un DPI incide direttamente sulla tutela assicurativa e disciplinare. Il datore di lavoro deve però dimostrare di aver formato e informato il lavoratore.

Cosa rischia concretamente chi non aggiorna il DVR su questo punto?
Come precisato dalla Circolare n. 1/2026 dell'INL, l'identificazione dei capi di abbigliamento qualificabili come DPI e la relativa inclusione nell'ambito del DVR sarà oggetto di accertamento ispettivo da parte dell'INL. Le sanzioni previste dal D.Lgs. 81/2008 possono essere sia amministrative che penali.

Anche il ruolo dell'RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) è centrale in questo aggiornamento: ha diritto di consultazione nella scelta dei DPI e deve essere coinvolto nella revisione del DVR.

Conclusione

La nuova regola sugli indumenti-DPI non è una formalità. È un cambio di approccio che impone al datore di lavoro di analizzare, classificare e documentare ogni capo di abbigliamento usato in azienda che svolge una funzione protettiva. Il DVR deve essere aggiornato, il registro DPI compilato, la formazione erogata.

Chi non lo ha ancora fatto deve intervenire subito: gli ispettori INL sono già operativi su questo punto. Chiamaci al 800.916726 per una prima valutazione gratuita del tuo DVR e della gestione DPI in azienda. Rispondiamo a ogni dubbio specifico sulla tua situazione.

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