Guide  15 Giugno, 2026

Estintori in azienda: quanti servono e dove metterli

Estintori in azienda: quanti servono e dove metterli

Gli estintori rappresentano uno dei presidi antincendio più diffusi e fondamentali nei luoghi di lavoro, ma troppo spesso vengono sottovalutati nella loro gestione quotidiana. Molte aziende, pur avendoli installati, non sanno esattamente quanti estintori servono, dove posizionarli correttamente e ogni quanto tempo devono essere sottoposti a manutenzione. Si tratta invece di obblighi precisi previsti dal D.M. 10 marzo 1998 e dal D.Lgs. 81/2008, il cui mancato rispetto espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative e penali, ma soprattutto a gravi rischi per la sicurezza delle persone.

Nel 2026 la vigilanza su questo tema si è intensificata, con controlli sempre più mirati da parte degli ispettori delle ASL e dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, che verificano non solo la presenza degli estintori, ma anche la loro conformità, posizionamento, segnalazione e documentazione manutentiva. Questa guida intende fornire ai datori di lavoro, ai consulenti e ai professionisti della sicurezza tutti gli elementi operativi per garantire la piena conformità normativa sugli estintori in azienda e ufficio.

Cosa dice la normativa sugli estintori: quadro di riferimento 2026

L'obbligo di dotare i luoghi di lavoro di estintori portatili è stabilito principalmente dal D.M. 10 marzo 1998, che disciplina i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza, e dal D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro), in particolare agli articoli 43, 46 e 64. Secondo queste norme, il datore di lavoro deve assicurare la presenza di idonei mezzi di estinzione rapportati alla classe di incendio ed al livello di rischio dell'attività svolta.

A queste disposizioni di legge si aggiunge la norma tecnica UNI 9994-1, che dal 2013 (con aggiornamenti successivi) detta le regole per il controllo iniziale e la manutenzione degli estintori. Questa norma è stata aggiornata nel 2024, sostituendo la precedente edizione del 2013 e modificando contenuti e tempistiche per le verifiche. La norma ISO 3941:2026 introduce un aggiornamento di rilievo per il settore antincendio: l'integrazione della Classe L, dedicata agli incendi che coinvolgono batterie agli ioni di litio, un elemento particolarmente rilevante per aziende dotate di sistemi di accumulo energetico o veicoli elettrici.

Infine, dal 23 ottobre 2026 sarà vietato immettere sul mercato estintori contenenti schiume PFAS, sostanze permanenti e inquinanti oggetto di restrizioni a livello europeo. Questo implica che le aziende dovranno progressivamente sostituire gli estintori a schiuma più datati con soluzioni conformi.

Quanti estintori servono in azienda: criteri di calcolo e posizionamento

Contrariamente a quanto si pensa, la normativa non prevede un numero fisso di estintori per ogni tipologia di azienda, ma stabilisce dei criteri minimi generali validi per tutte le attività. Come sottolineato dalla prassi applicativa del D.M. 10/03/1998, è necessario garantire almeno:

Un estintore per ogni piano dell'edificio, con capacità estinguente minima 21A e 89B (in genere estintori da 6 kg a polvere). Nei negozi con superficie superiore a 400 mq sono richiesti almeno due estintori per piano. La distanza massima da percorrere per raggiungere un estintore non deve superare i 30 metri. Questo principio garantisce che in caso di principio di incendio ogni persona possa intervenire rapidamente. In media, si calcola un estintore ogni 150 mq di superficie, ma questo valore può variare in base alla tipologia di attività e al livello di rischio incendio (basso, medio o elevato).

Gli estintori devono essere posizionati preferibilmente lungo le vie di esodo, fissati al muro (o su appositi supporti) ad altezza compresa tra 1,10 e 1,50 metri da terra, in modo visibile e facilmente accessibile. È inoltre obbligatorio prevedere un estintore dedicato per ogni impianto a rischio specifico, come quadri elettrici, centrale termica, archivi cartacei, magazzini con sostanze infiammabili.

Tutti gli estintori devono essere adeguatamente segnalati con apposita cartellonistica conforme alla norma UNI EN ISO 7010, anche fotoluminescente se necessario per garantire la visibilità in caso di assenza di illuminazione.

Cosa cambia concretamente con le nuove scadenze di manutenzione

Il controllo periodico è una misura di prevenzione antincendio che assicura l'efficienza degli estintori e deve essere effettuato ogni 6 mesi da un tecnico specializzato. Oltre a questa verifica semestrale, esistono altre fasi manutentive obbligatorie: la revisione programmata e il collaudo, i cui tempi sono stati recentemente modificati.

Per gli estintori a polvere, la revisione deve essere effettuata ogni 60 mesi, mentre in precedenza era ogni 36 mesi. Il collaudo, invece, deve essere eseguito ogni 120 mesi (prima erano 144 mesi). Per gli estintori a biossido di carbonio (CO2), la periodicità di revisione e collaudo resta invariata: rispettivamente 60 mesi per la revisione e 120 mesi per il collaudo.

La sorveglianza consiste in un controllo visivo mensile da parte del personale interno, che non richiede tecnici specializzati. Durante questa verifica si controlla l'accessibilità dell'estintore, la presenza del cartello di segnalazione, l'integrità del dispositivo, lo stato della manichetta e il livello di pressione indicato dal manometro.

Ogni intervento deve essere registrato sul cartellino di manutenzione apposto sull'estintore e nel registro antincendio aziendale. Questo registro, obbligatorio per legge, deve essere sempre disponibile in azienda e tenuto a disposizione degli organi di vigilanza.

Chi è coinvolto: obblighi del datore di lavoro e responsabilità operative

Il datore di lavoro è il primo responsabile della corretta gestione degli estintori in azienda. A lui spetta garantire che siano presenti in numero adeguato, posizionati correttamente, segnalati, in stato di efficienza e sottoposti a regolare manutenzione. In caso di inadempienza, il datore di lavoro risponde direttamente ai sensi del D.Lgs. 81/2008 con sanzioni penali (arresto o ammenda) in caso di violazioni gravi o incidenti.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) supporta il datore di lavoro nella valutazione dei rischi incendio e nella definizione del numero e della tipologia di estintori necessari. Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) deve essere informato e consultato su tutte le misure antincendio adottate, come previsto anche dalla recente normativa sullo smart working e sicurezza. Per approfondire il ruolo e i diritti di questa figura, si consiglia la lettura dell'articolo su RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza).

I controlli periodici, le revisioni e i collaudi devono essere eseguiti da tecnici competenti, personale formato e certificato impiegato presso aziende iscritte al Registro delle Imprese e che rispettano i requisiti del DM 20/12/2012. La scelta di un manutentore qualificato è fondamentale per garantire la conformità normativa e l'efficacia dei presidi antincendio.

Cosa deve fare l'azienda: adempimenti pratici e documentazione

Per essere in regola con la normativa sugli estintori, ogni azienda deve seguire questi passaggi operativi:

1. Valutare il rischio incendio nell'ambito del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e determinare il numero, la tipologia e il posizionamento degli estintori necessari. Questa valutazione deve essere coordinata con altri obblighi di sicurezza, come la gestione dello stress lavoro-correlato e la formazione sicurezza neoassunti.

2. Acquistare e installare estintori conformi alla normativa europea (marcatura CE) e omologati dal Ministero dell'Interno. Posizionarli secondo i criteri indicati e dotarli di cartellonistica di segnalazione conforme.

3. Affidare la manutenzione a un'azienda specializzata che esegua controllo iniziale, controlli periodici semestrali, revisioni e collaudi secondo le tempistiche previste dalla UNI 9994-1 aggiornata.

4. Istituire il registro antincendio aziendale dove annotare tutti gli interventi manutentivi, tenendolo sempre disponibile in azienda per eventuali ispezioni. Conservare tutta la documentazione rilasciata dalla ditta manutentrice (verbali, certificati, cartellini di manutenzione).

5. Formare i lavoratori sull'uso degli estintori e sulle procedure di emergenza antincendio, designando e formando adeguatamente gli addetti alla gestione delle emergenze (antincendio e primo soccorso). Per quest'ultimo aspetto, si rimanda all'articolo sulla cassetta di primo soccorso in azienda.

6. Effettuare controlli visivi periodici interni (sorveglianza mensile) per verificare che gli estintori siano sempre accessibili, integri e in pressione, annotando eventuali anomalie.

Errori da evitare nella gestione degli estintori

Anche nelle aziende più attente alla sicurezza, si riscontrano errori ricorrenti che possono invalidare l'efficacia degli estintori o esporre a sanzioni. Ecco i principali da evitare:

Non effettuare i controlli semestrali: molti datori di lavoro acquistano gli estintori ma dimenticano la manutenzione periodica obbligatoria. Un estintore non controllato da anni può risultare scarico, danneggiato o inefficace proprio nel momento del bisogno. Posizionare gli estintori in luoghi nascosti o inaccessibili: l'estintore deve essere immediatamente individuabile e raggiungibile in caso di emergenza, non nascosto dietro scaffali, porte o arredi.

Non aggiornare il registro antincendio: il registro deve documentare tutti gli interventi manutentivi. La sua assenza o incompletezza è una violazione sanzionabile e dimostra la mancanza di un sistema di gestione della sicurezza antincendio. Utilizzare estintori non conformi o scaduti: gli estintori devono essere omologati e sostituiti dopo 18 anni dalla data di fabbricazione. L'uso di estintori obsoleti o non conformi può essere pericoloso.

Non formare il personale: avere estintori senza che i lavoratori sappiano usarli correttamente vanifica la loro utilità. La formazione degli addetti antincendio è obbligatoria. Trascurare la segnaletica: la mancanza di cartelli di segnalazione rende difficile individuare rapidamente gli estintori, specialmente per chi non conosce bene i locali. Come per la registrazione dei near miss, anche la corretta gestione della documentazione antincendio è fondamentale per dimostrare la conformità.

Estintori in cantiere e nei settori specifici

Nei cantieri edili, la gestione degli estintori segue regole specifiche. Oltre agli obblighi generali, devono essere previsti estintori portatili in prossimità di lavorazioni a caldo (saldatura, taglio), depositi di materiali infiammabili, baracche di cantiere e mezzi d'opera. La patente a crediti, introdotta nel 2024 e operativa nel 2026, ha intensificato i controlli anche su questi aspetti. Per maggiori dettagli, si può consultare l'articolo sul badge digitale di cantiere 2026 e sul recupero del punteggio della patente a crediti.

Anche nei settori come parrucchieri ed estetiste, spesso sottovalutati, la presenza di estintori è obbligatoria e costituisce uno dei punti che gli ispettori controllano per primi, come spiegato nell'articolo dedicato ai controlli in parrucchieri ed estetiste.

Sanzioni per la mancata conformità

La mancata presenza di estintori, la loro inadeguatezza, l'assenza di manutenzione o la mancanza di documentazione espongono il datore di lavoro a sanzioni sia amministrative che penali. Le sanzioni previste dal D.Lgs. 81/2008 per violazioni in materia di prevenzione incendi possono arrivare fino a 7.000 euro di ammenda e, nei casi più gravi, all'arresto fino a quattro mesi.

Chi non rispetta questi obblighi rischia non solo di ritrovarsi con un dispositivo inefficace in caso d'incendio, ma anche sanzioni amministrative o addirittura penali in caso di incidenti con lesioni. In caso di incendio con conseguenze per persone o cose, la mancanza di idonei mezzi di estinzione può configurare anche responsabilità penale per lesioni o omicidio colposo.

Oltre alle sanzioni dirette, la non conformità può comportare la sospensione dell'attività imprenditoriale e l'applicazione di provvedimenti cautelari da parte degli organi di vigilanza, con gravi conseguenze economiche e reputazionali per l'azienda.

Domande frequenti (FAQ)

Quanti estintori servono in un ufficio di 200 mq?
In un ufficio di 200 mq, applicando il criterio medio di un estintore ogni 150 mq e la distanza massima di 30 metri, sono generalmente necessari almeno 2 estintori da 6 kg a polvere (21A 89B), da posizionare in punti strategici lungo le vie di esodo e in prossimità di eventuali impianti elettrici.

Ogni quanto tempo vanno controllati gli estintori?
Gli estintori devono essere sottoposti a controllo periodico ogni 6 mesi da parte di un tecnico specializzato, oltre a una sorveglianza visiva mensile che può essere effettuata dal personale interno formato. La revisione programmata varia da 36 a 60 mesi a seconda del tipo di estintore, mentre il collaudo va effettuato ogni 120 mesi.

Chi può effettuare la manutenzione degli estintori?
La manutenzione degli estintori può essere effettuata solo da aziende specializzate iscritte al Registro delle Imprese, che impiegano tecnici competenti con formazione ed esperienza adeguate, in conformità ai requisiti del DM 20/12/2012 e della norma UNI 9994-1.

Il registro antincendio è obbligatorio?
Sì, il registro antincendio è obbligatorio per tutte le attività soggette agli obblighi di prevenzione incendi. In esso devono essere annotati tutti gli interventi di manutenzione, revisione e collaudo degli estintori e degli altri presidi antincendio. Deve essere tenuto sempre a disposizione in azienda per eventuali controlli degli organi di vigilanza.

Gli estintori devono essere sempre segnalati?
Sì, tutti gli estintori devono essere segnalati con apposita cartellonistica conforme alla norma UNI EN ISO 7010. I cartelli devono essere posizionati in modo visibile, anche da distanza, e possono essere fotoluminescenti per garantire la visibilità anche in assenza di illuminazione.

Cosa succede se un estintore non viene controllato regolarmente?
Un estintore non sottoposto a controlli regolari può perdere efficienza (calo di pressione, agente estinguente deteriorato, guarnizioni danneggiate) e risultare inutilizzabile in caso di emergenza. Dal punto di vista normativo, la mancata manutenzione espone il datore di lavoro a sanzioni penali e amministrative, oltre che a gravi responsabilità in caso di incidente.

Dopo quanti anni vanno sostituiti gli estintori?
Gli estintori devono essere dismessi dopo 18 anni dalla data di fabbricazione, indipendentemente dal loro stato di conservazione. Prima di tale termine, possono continuare a essere utilizzati se sottoposti a regolare manutenzione, revisione e collaudo secondo le scadenze previste dalla norma UNI 9994-1.

È possibile fare la manutenzione degli estintori internamente?
No, i controlli periodici semestrali, le revisioni e i collaudi devono essere effettuati da personale tecnico qualificato di aziende specializzate. L'unica attività che può essere svolta internamente è la sorveglianza mensile, un semplice controllo visivo che verifica l'accessibilità, l'integrità e il livello di pressione dell'estintore, e che può essere effettuata da personale formato dell'azienda.

Conclusioni

La corretta gestione degli estintori in azienda e ufficio non è solo un obbligo normativo, ma un elemento essenziale per garantire la sicurezza di lavoratori, clienti e visitatori. Nel 2026, con l'intensificazione dei controlli e l'aggiornamento delle norme tecniche, è fondamentale che ogni datore di lavoro verifichi la piena conformità della propria realtà, dalla presenza e posizionamento degli estintori alla loro regolare manutenzione e documentazione.

Gli errori più comuni, come la mancata manutenzione periodica o l'assenza del registro antincendio, possono essere facilmente evitati adottando un approccio sistematico e affidandosi a professionisti qualificati. Ricordiamo che la sicurezza antincendio si integra con tutti gli altri aspetti della prevenzione az

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