Notizie  18 Maggio, 2026

Near Miss in Azienda: dal 2026 Registrare i Mancati Infortuni Diventa Obbligatorio

Near Miss in Azienda: dal 2026 Registrare i Mancati Infortuni Diventa Obbligatorio

Un near miss (o "quasi infortunio") è un evento che non ha causato danni a persone, ma che avrebbe potuto farlo. Un carico che cade a pochi centimetri da un operaio, un'impalcatura che cede senza nessuno sopra, un macchinario che si blocca improvvisamente durante una lavorazione. Fino a ieri segnalare questi eventi era una buona pratica, raccomandata ma mai imposta per legge. Dal 2026 le cose cambiano radicalmente.

La novità normativa: Legge 198/2025

Con la conversione in legge del Decreto Legge 159/2025 (il cosiddetto "Decreto Sicurezza"), avvenuta con la Legge 29 dicembre 2025, n. 198, è stato introdotto un obbligo chiaro e vincolante: le imprese con più di 15 dipendenti devono identificare, registrare e analizzare i mancati infortuni (near miss) entro il 28 giugno 2026.

Si tratta di una scadenza operativa di sei mesi dall'entrata in vigore della legge, che impone alle aziende di dotarsi di un sistema strutturato di gestione dei near miss. Lo stesso Decreto ha introdotto altre importanti novità, come il badge digitale di cantiere e il rafforzamento della patente a crediti nei cantieri.

Chi è coinvolto

L'obbligo riguarda tutte le imprese con più di 15 dipendenti, a prescindere dal settore. L'impatto più rilevante si avvertirà in ambiti ad alto rischio come l'edilizia, la logistica e il manifatturiero, dove gli eventi near miss sono statisticamente più frequenti.

Le PMI sotto i 15 dipendenti non sono formalmente obbligate, ma attenzione: la registrazione dei near miss resta una delle migliori pratiche per dimostrare la diligenza dell'impresa in caso di ispezione o di infortunio reale. Chi gestisce una microimpresa dovrebbe comunque valutarne l'adozione volontaria come investimento in prevenzione.

Cosa devono fare concretamente le imprese

Entro il 28 giugno 2026, le aziende interessate dovranno garantire quattro elementi fondamentali.

1. Un sistema di segnalazione interno. Ogni lavoratore deve poter segnalare un near miss in modo semplice e non punitivo. La cultura della segnalazione è la base: se i lavoratori temono ritorsioni, non segnaleranno nulla e il sistema sarà inutile. Questo aspetto ha anche risvolti importanti in termini di trattamento dei dati personali e GDPR.

2. Un registro dei near miss. Le segnalazioni devono essere tracciate e documentate. Non è ancora stato definito un formato unico obbligatorio, ma il registro deve contenere almeno: data, luogo, descrizione dell'evento, causa probabile, azioni correttive adottate o previste.

3. Un'analisi sistematica degli eventi. Non basta raccogliere le segnalazioni: vanno analizzate per individuare cause ricorrenti, aree critiche e interventi di miglioramento. L'obiettivo è trasformare ogni quasi-infortunio in un'occasione di prevenzione reale.

4. L'integrazione con il DVR. I risultati dell'analisi dei near miss dovranno alimentare il Documento di Valutazione dei Rischi, aggiornandolo in modo dinamico. I controlli ispettivi verificheranno la coerenza tra i near miss registrati e le misure di prevenzione adottate. Se non sai quando il DVR va aggiornato, ti consigliamo di leggere la nostra guida su quando aggiornare il DVR.

Le sanzioni

La Legge 198/2025 rafforza in modo significativo l'apparato sanzionatorio in materia di sicurezza sul lavoro. Anche se le sanzioni specifiche per la mancata registrazione dei near miss saranno meglio definite con i decreti attuativi, il quadro generale è chiaro: l'inadempienza agli obblighi di tracciamento e analisi espone l'impresa a sanzioni amministrative e, in caso di infortunio, a un aggravamento delle responsabilità civili e penali del datore di lavoro.

In altre parole: se un lavoratore si infortuna e l'azienda non aveva un sistema di near miss attivo, sarà molto più difficile dimostrare di aver fatto tutto il possibile per prevenire l'evento.

Come prepararsi: checklist operativa

Entro aprile 2026: nominare un referente interno per la gestione dei near miss (può essere il RSPP o un preposto formato); definire una procedura di segnalazione semplice (anche un modulo cartaceo va bene per iniziare); comunicare a tutti i lavoratori l'importanza della segnalazione e il funzionamento del sistema.

Entro maggio 2026: predisporre il registro dei near miss (digitale o cartaceo); formare i preposti sull'analisi degli eventi e sulla compilazione del registro; verificare la coerenza con il DVR esistente.

Entro il 28 giugno 2026: avviare ufficialmente il sistema; effettuare una prima verifica di funzionamento; documentare tutto per eventuali controlli ispettivi.

Il collegamento con le altre novità 2026

Questo obbligo si inserisce in un quadro normativo più ampio. La Legge 198/2025 e le circolari operative dell'INL per il 2026 puntano tutte nella stessa direzione: trasformare la sicurezza da adempimento formale a gestione sostanziale e dimostrabile.

Il sistema dei near miss si affianca alla patente a crediti, al badge digitale di cantiere, ai controlli più stringenti su appalti e subappalti e alla verifica della coerenza tra documenti di cantiere e realtà operativa. Chi gestisce già bene la propria documentazione (DVR, POS, PSC, DURC) troverà nell'obbligo dei near miss un'estensione naturale.

Chi invece è in ritardo su questi aspetti, rischia di trovarsi scoperto su più fronti contemporaneamente. Per un quadro completo su chi serve davvero in azienda per la sicurezza, ti rimandiamo alla nostra guida dedicata.

In sintesi

Il messaggio del legislatore è inequivocabile: prevenire non è più solo un principio, ma un obbligo misurabile. Registrare i near miss significa riconoscere che ogni quasi-infortunio è un infortunio che non è ancora accaduto — e agire prima che accada. Le imprese con più di 15 dipendenti hanno tempo fino al 28 giugno 2026. Non è molto, ma è sufficiente per chi inizia adesso.

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